L'emendamento del M5S al "Destinazione Italia" occasione per
finirla con uno spreco ingiustificabile-di Umberto Mazzantini,
responsabile Isola Minori di Legambiente
Grosseto: "Mentre da tutto il mondo, dai Caraibi a
El Hierro alle Canarie ed agli atolli del Pacifico che stanno annegando
nel mare che sale del cambiamento climatico, arrivano le notizie di
interi Paesi stanno percorrendo velocemente la strada verso
l'indipendenza energetica e la liberazione della schiavitù dal gasolio
attraverso un massiccio utilizzo di un mix di energie rinnovabili.
Mentre il nostro Paese finanzia all'estero alcuni di questi progetti,
nell'Arcipelago Toscano si pensa di continuare a fornire energia con una
centrale a gasolio alla piccolissima Giannutri, un'isola un Parco
Nazionale, protetta da direttive europee, che ha 500 abitanti per
qualche settimana l'estate ed 8/10 in inverno. Mentre le isole-Stato
cercano di uscire dalla schiavitù tossica dei combustibili fossili,
l'Italia da una parte chiede giustamente finanziamenti europei per le
energie rinnovabili nelle isole minori, dall'altra continua a
finanziare, con decine di milioni di euro all'anno della componente UC4
della bolletta elettrica, la produzione di energia con carburanti
climalteranti ed inquinanti.
Secondo i dati della Cassa Conguagli per il Settore Elettrico, che si
occupa di saldare le fatture delle aziende elettriche, nel 2011 gli
incentivi arrivavano a 62 milioni di euro per coprire 200 GWh di
consumi. La Cassa Conguagli si occupa però solo di parte delle isole,
quelle dove operano piccole imprese private. Le più piccole delle Eolie,
Ventotene e Capraia, sono invece servite dall'Enel che riceve la
compensazione attraverso gli oneri di dispacciamento. Comunque, secondo
quei dati, ogni kWh consumato nelle piccole isole riceve in media 0,31
euro di conguaglio, che vanno dai circa 0,20-0,30 euro/kWh di isole più
grandi, come Pantelleria, Capri o Lipari, alla stratosferici 1,27
euro/kWh di Levanzo. Insomma, più l'isola è piccola e meno è abitata e
più lo spreco è grande.
Uno scandalo che finalmente ha messo nero su bianco in Parlamento
Davide Crippa, del Movimento 5 Stelle, con un emendamento al
"Destinazione Italia" che prevede che «Con decreto del Ministro dello
sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica, il gas
ed il sistema idrico sono individuate le disposizioni per un processo di
progressiva copertura del fabbisogno delle isole minori non
interconnesse attraverso energia da fonti rinnovabili, gli obiettivi
temporali e le modalità di sostegno degli investimenti, anche attraverso
la componente tariffaria UC4». Crippa ha spiegato in Commissione
parlamentare che «Obiettivo della proposta è di orientare i 64 milioni
di euro della componente UC4 a un sistema premiale per le isole minori
che si impegnino in politiche di efficientamento energetico e di
produzione da fonti rinnovabili», esattamente il contrario di quel che
si vuol fare a Giannutri e di quello che si continua a fare (per
pigrizia o scarsa conoscenza) in una dozzina di piccole isole italiane
non connesse alla rete nazionale, con circa 47.000 residenti e molti più
ospiti estivi.
Potrebbe essere l'inizio della fine di quello che Legambiente,
AzzeroCO2 e Kyoto Club hanno più volte denunciato sulle pagine di
QualEnergia,it: un sistema ideato per aiutare gli abitanti delle piccole
isole a sostenere il costo elevato dell'elettricità che si è
gradualmente trasformato in un incentivo agli sprechi e
all'irrazionalità. QualEnergia tratteggia in poche parole la situazione:
«In passato l'unico modo per dare elettricità a questi cittadini era
quello di dotare ogni isola di gruppi elettrogeni più o meno grandi, in
genere azionati con motori navali alimentati a gasolio, che disperdono
nell'ambiente circa i tre quarti dell'energia come "calore refluo" e
producono rumore e fumi nocivi. Visto che l'elettricità prodotta in
questo modo è costosissima, nel dopoguerra, per evitare che le piccole
isole restassero in uno stato di sottosviluppo, fu deciso di creare un
meccanismo di agevolazione: la tariffa elettrica di questi luoghi viene
equiparata a quella sul continente, pagando alle società elettriche
isolane un conguaglio, finanziato dalla componente UC4 della bolletta
pagata da tutti, pari alla differenza fra quanto costa effettivamente il
kWh e quanto lo pagano gli abitanti».
Ma quel che all'inizio era un giusto risarcimento alle condizioni
svantaggiate delle isole minori, con il passare del tempo ed il rapido
progresso ed l'ancor più rapido calo dei costi delle energie rinnovabili
si è trasformato in un handicap perché, se il sovra-costo
dell'elettricità delle isole continua ad essere ripianato senza
condizioni né le amministrazioni pubbliche, né tantomeno le imprese che
forniscono energia, hanno interesse a migliorare il sistema produttivo e
così, come sta succedendo a Giannutri, si continua ad utilizzare la
fonte peggiore di tutte per costo, emissioni ed efficienza, asserendo
che è impossibile fare in Italia quel che stanno facendo nei Caraibi,
nel Pacifico o alle Canarie. Così in isole protette e turistiche, che
dovrebbero e potrebbero essere un laboratorio avanzato della green
economy, si continua ad incentivare chilowattora da fonti sporche e
inefficienti più del fotovoltaico ai tempi 'o: «Nel 2013 – spiega
QualEnergia - ogni kWh consumato nelle piccole isole riceveva in media
0,31 euro di conguaglio, però con enormi differenze da isola a isola:
dai circa 0,20-0,30 euro/kWh delle isole più grandi, come Pantelleria,
Capri o Lipari, agli incredibili 1,27 euro/kWh di Levanzo. Cifre
significative anche perché i consumi elettrici di queste isole sono
molto alti, ospitando masse di turisti in estate e dovendo contare
sull'elettricità spesso anche per dissalare l'acqua e per sopperire alle
difficoltà nel reperire il gas: ognuno dei 43.000 residenti delle isole
non servite da Enel consuma circa 4.700 kWh annui, contro i 1.100 kWh
del medio utente domestico italiano».
Si arriva così ad un risultato che gli abitanti delle piccole isole e
probabilmente anche molti amministratori, ignorano: 1.440 euro all'anno
di "conguaglio" energetico per abitante, soldi che, come fa giustamente
notare l'emendamento del M5S e ripete da anni Legambiente, si sarebbero
potuti e si possono usare per dare a quegli abitanti energia
rinnovabile, efficiente, sostenibile e meno costosa per l'intera
comunità nazionale.
Lo dimostrammo. Cifre alla mano, in un convegno all'Isola d'Elba
ormai troppi anni fa, quando ancora era da pionieri parlare di energie
rinnovabili. Già allora Alex Sorokin, di Interenergy, diceva: «Il
sistema ideato per aiutare gli abitanti delle aree disagiate
contribuendo a sostenere il costo elevata dell'elettricità sulle isole
ha finito per diventare un incentivo agli sprechi e all'irrazionalità».
Dopo, diversi studi commissionati da Enel tra la fine degli anni '90 e i
primi del 2000, hanno mostrato che, usando sistemi integrati che
uniscono solare, eolico e geotermico all'accumulo e alla gestione
intelligente della domanda di energia in varie forme, compresa la
produzione di acqua potabile e la ricarica di auto e bus elettrici, può
essere realizzata una transizione dal diesel alle rinnovabili, spendendo
probabilmente meno di quanto lo Stato spende oggi per mantenere in vita
un sistema inefficiente e che spreca risorse, un sistema che stanno
abbandonando interi Paesi insulari. Questa transizione locale alle
energie pulite ed al risparmio energetico avrebbe ricadute importanti
per la qualità della vita di residenti e turisti e l'immagine turistica
delle isole ed avrebbe un impatto positivo anche sul lavoro, con la
qualificazione tecnologica per i tecnici e l'occupazione per i
lavoratori isolani.
Se questo era fattibile 10 anni fa, quando le rinnovabili erano costosi prodotti di nicchia, oggi è molto più conveniente convertire le piccole isole all'energia pulita, visto che il costo da kWh da fonti come il fotovoltaico è già nettamente più basso di quello dell'energia dalla rete. Ma quest'opera di rinnovamento avrà inizio solo se il governo e gli amministratori locali la smetteranno di riproporre, per pigrizia o ignoranza, le vecchie ricette di chi sfrutta incentivi ingiusti ed ormai ingiustificabili, se partendo dall'emendamento Crippa si darà davvero inizio ad un'opera di rinnovamento che faccia diventate normalità gli esempi virtuosi che già ci sono in diverse isole minori italiane".
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