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11/05/13

PANTELLERIA: NASCE UN NUOVO ORATORIO

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[L'INIZIATIVA] A Pantelleria la tendostruttura aperta ai ragazzi: nasce un nuovo oratorio – GUARDA LE FOTO

11 maggio 2013


Dopo la dedicazione della nuova chiesa madre, per un anno è rimasta inutilizzata. La tendostruttura di via B.L. Palazzolo a Pantelleria per anni venne utilizzata come luogo di culto, mentre erano in corso i lavori di costruzione della nuova matrice. Da ieri l’impianto è tornato alla fruizione dei cittadini panteschi, ma stavolta con un’altra finalità. Al suo interno è nato l’oratorio dedicato ad Antonia e Pietro Stuppa, proprietari del terreno che, anni addietro, l’hanno concesso alla Provincia regionale di Trapani per installare la tendostruttura. La benedizione dei locali è avvenuta alla presenza del Vescovo monsignor Domenico Mogavero e di Miriam Culoma, figlia di Antonia e nipote di Pietro Stuppa. «L’apertura di questo oratorio – ha detto il Vescovo – è stato possibile grazie alla disponibilità della Provincia che l’ha concesso alla parrocchia». Per i bambini e i ragazzi dell’isola uno spazio in più dove ritrovarsi. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, i due parroci don Salvatore Cipri e don Vincenzo Greco e l’amministratore delegato della Gap, Mariano Rodo.

GUARDA QUI SOTTO LE FOTO

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Un momento della cerimonia di benedizione della tendostruttura a Pantelleria.
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Don Salvatore Cipri, il Vescovo, Miriam Culoma e don Vincenzo Greco.
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La foto di gruppo con tutti i bambini e gli animatori del nuovo oratorio.

22/04/13

PANTELLERIA: COMMISSIONE MIGRANTES "LE MIGRAZIONI? SIANO UN'OPPORTUNITA'"

La commissione “migrantes” sicilia fa tappa sull’isola di pantelleria padre sergio natoli: «le migrazioni? siano un’opportunità»

Lo sbarco di 11 immigrati in concomitanza con l’arrivo dei rappresentanti di alcune diocesi siciliane. Il Vescovo delegato Mogavero: «Necessità di coordinare le iniziative e gli sforzi per uniformità della Chiesa siciliana»

PANTELLERIA. Come si pone la Chiesa nei confronti del fenomeno delle migrazioni? Quali strumenti può mettere in campo affinché non sia solo una sfida ma anche un’opportunità? Esperienze a confronto e proposte sono state al centro della due giorni che la Commissione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Siciliana (il cui direttore è Mario Affronti) ha tenuto, per la prima volta, a Pantelleria, ospite della Diocesi di Mazara del Vallo. A convocare i rappresentanti delle diocesi siciliane – arrivati a Pantelleria in concomitanza con lo sbarco di 11 immigrati sulle coste dell’isola – è stato monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo e delegato per le migrazioni della C.E.Si. «Gli immigrati portano la freschezza del Vangelo vissuto nelle loro Chiese madri, che sono tutte giovani Chiese – ha detto padre Sergio Natoli, un’esperienza decennale di missionario alle spalle e oggi assistente ecclesiastico dell’Ufficio per la pastorale dei migranti dell’Arcidiocesi di Palermo – essi non possono essere considerati solo soggetti passivi. Essi sono soggetti attivi, anche attraverso l’incontro inter-culturale, per la costruzione di una civiltà nuova dove le culture non si contrappongono, ma cercano di vivere in armonia nel medesimo territorio. È attraverso il dialogo inter-culturale della vita che i modi di vivere si incontrano, si influenzano vicendevolmente e si trasformano». «Ascoltando le diverse esperienze delle diocesi è venuto fuori la necessità di coordinare le iniziative gli sforzi per uniformare l’azione della Chiesa siciliana» ha detto monsignor Domenico Mogavero.

I DATI – I numeri della migrazione nel mondo sono chiari: Al 31 dicembre 2011 in Italia su 5 milioni di immigrati circa 2,7 milioni sono cristiani, cioè il 53,9%. Di questi, i cattolici sono circa 960.000, cioè il 19,2%. Nel 2012 sono stati registrate 240 milioni di persone in mobilità. Nel 2013 la presenza consolidata degli immigrati è in continuo aumento e in Sicilia ha raggiunto circa 142.000 unità, cioè il 3,1% della popolazione residente. «In questo nuovo dinamismo dato dalla mobilità s’impone una nuova e particolare attenzione alle Chiese orientali ed anche alle altre religioni attraverso il dialogo interreligioso – ha ribadito ancora padre Natoli – la presenza dei migranti nel medesimo territorio, allora, è una opportunità perché ogni Chiesa locale viva anche in comunione con le Chiese locali da cui provengono i differenti cristiani e comunità cristiane. Si realizza così nella Chiesa locale l’unità nella pluralità, cioè quell’unità che non è uniformità, ma armonia nella quale tutte le legittime diversità sono assunte nella comune tensione unitaria».

LE PROPOSTE – Quali strategie pastorali degli atteggiamenti la Chiesa può mettere in campo nei confronti del mondo dei migranti? Ancora Natoli: «Innanzitutto attraverso il servizio dell’accoglienza e della relazione. Uscire dal tempio per andare a cercare gli ultimi arrivati nella grande comunità cristiana della Chiesa locale. Quest’azione di prossimità da parte dei cristiani autoctoni produce e sminuisce il senso di timore e di inferiorità che i migranti naturalmente hanno verso i nativi e le loro cultura dominante. Può anche accadere, che trovandosi in un nuovo ambiente l’immigrato prenda consapevolezza della propria identità con una intensità mai sperimentata prima». Poi l’impegno per la formazione, sia per il servizio di prossimità che degli stessi immigrati come soggetti attivi per la nuova evangelizzazione.

Max Firreri

18/04/13

PANTELLERIA: 2 GIORNI DI LAVORI PER LA COMMISSIONE REGIONALE PER LE MIGRAZIONI


Giovedì 18 Aprile 2013 11:24

I vescovi siciliani parlano di migranti oggi a Pantelleria

È stata scelta l’isola di Pantelleria  per la due giorni di lavori della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana che si aprirà oggi.
 I lavori inizieranno alle 16,30 all’hotel Cossyra con la conferenza sul tema “La Pastorale dell’accoglienza: spunti di riflessione”, a cura di padre Sergio Natoli, omi. Si continuerà con “Quale pastorale in Sicilia? Condivisione, confronto e programmazione”, con gli interventi di monsignor Domenico Mogavero (Vescovo siciliano delegato) e dei direttori diocesani Santino Tornesi e Mario Affronti. Venerdì 19 alle ore 9 (sempre all’hotel Cossyra) la seconda parte della conferenza sul tema “Quale pastorale in Sicilia? Condivisione, confronto e programmazione” con monsignor Mogavero. Si concluderà con le proposte, le attività regionali, la nomina del vice direttore e del segretario regionale della Commissione.

20/03/13

PANTELLERIA: LA NOSTRA MADONNA CON BAMBINO PORTERA' IL PAPA NELL'ISOLA?

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La prima uscita dalle “mura leonine” del neoeletto Vescovo di Roma, è stata una visita devozionale all’antica icona di Madonna con Bambino che si conserva nella basilica romana di Santa Maria Maggiore.
E’ un opera realizzata da maestranze bizantine che ricorda per medesime espressioni stilistiche le opere coeve di Madonne Nere presenti in area imperiale sia in Oriente che nella penisola in area adriatica , ne ho vista una persino nell’isola di Pantelleria. E’ venerata come Salus Populi Romani e ritenuta “opera del vero” fatta dall’apostolo Luca, ma come vedremo di seguito attribuibile invece ad altra icona più antica.
Nel pieno della seconda guerra mondiale, fra il 1943 ed il 1945 e temendo per Roma danni bellici, si pensò di custodirla in altra sede, affidandone il restauro ad un famoso studioso e restauratore romano: Pico Bellini.
Lo studio della preziosa icona di Santa Maria Maggiore portò il Bellini a collegarla al ricordo di una immagine già presente nell’antica chiesa di Santa Francesca Romana edificata di fianco al foro nel 847/855 da papa Leone IV, sulle rovine del Portico del tempio di Venere e sopra un preesistente sacello/ edicola dedicata ai martiri Pietro e Paolo. Conosciuta per una secolare tradizione come Santa Maria Antiqua, fu danneggiata da un grave terremoto e dove si possono ancora vedere pitture murarie del VII secolo di qualificata fattura stilistica e realizzate da pittori arrivati da Costantinopoli.
Leone IV, committente della edificanda Santa Maria Nova in zona limitrofa al foro, vi trasferi’ materiali di “spoglio” e tutte le diaconie: assistenza ai poveri, cerimonie liturgiche e battesimi. Risultava logico che vi si trasferisse anche un’opera pittorica così preziosa, rappresentata dalla icona di Maria con il Bambino. Nel tempo questa subì molti trasferimenti e cambi di sede ma per sua fortuna territorialmente vicini fra loro e questo permise al Cellini di poterla identificare nella stessa icona che il papa Gregorio Magno nel 590 portò in processione per debellare in città la peste e quando il papa giunse nei pressi della Mole Adriana, gli apparve sulla sua cima, un angelo che inguainando la spada, confermava la fine della Pestilenza, e da allora la Mole si chiamò Castel Sant’Angelo.
Questo fu l’episodio che conferì all’icona il titolo di “Salus Populi Romani” e da allora collocata in Santa Maria Maggiore sull’altare di Papa Gregorio, e venerata oggi anche da Papa Francesco. Il Cellini notò allora sull’icona alcune incoerenze che generarono il dubbio che sotto di essa si celasse una pittura molto più antica e con più ampie dimensioni.
Nel 1950 questi ricordi e dubbi tornarono alla mente di Cellini in occasione di un restauro, a lui affidato, di un’altra Madonna con Bambino, molto più grande di quella di Santa Maria Maggiore ma che lo aiutò a fare una sensazionale scoperta “archeologica” rivelando che sulla tavola lignea, fu incollata una tela di lino con le figure dipinte ad encausto.
Una ricerca approfondita confermò che questa fu inviata nel 438 da Gerusalemme a Costantinopoli dell’imperatrice d’Oriente Eudochia e arrotolata giunse poi a Roma tramite Galla Placidia. E’ considerata preziosa reliquia dipinta “dalla mano” dell’Evangelista Luca e conservata a Roma in Santa Maria Romana.
Questa immagine fu da me già pubblicata a pag. 29 del libro “Il Romanico nella sfilata storica.” Edizione 2006.
P.Galimberti