Nuovo rischio trivellazioni nel Canale di Sicilia.
Greenpeace insieme a Stoppa la Piattaforma, Apnea Pantelleria e alle
associazioni di pescatori, Agci-Agrital Sicilia e LegaCoop Pesca
Sicilia, ha inviato una lettera al Governatore dell'isola Rosario
Crocetta chiedendo il suo immediato intervento.
Oggi, 13 marzo, a Roma è convocata la Conferenza delle Regioni dove si
parlerà proprio delle trivellazioni nelle acque del nostro mare. In
quest'occasione, la Regione Sicilia dovrà rendere note le osservazione
al processo di Valutazione dell’impatto ambientale (VIA).
“La Regione
Sicilia ha l’opportunità di diventare leader di questa battaglia e fare
fronte comune con le altre regioni contro questi nuovi attacchi. È ora
di scegliere una governance del mare che tuteli le risorse e favorisca
l’economia locale e non gli interessi delle compagnie petrolifere” ha
detto Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace
Italia.
Il decreto “Cresci Italia” nonostante estenda a tutta la fascia
costiera la zona off limits delle 12 miglia per le nuove richieste di
estrazione di idrocarburi dalle acque marine, riapre tutti i
procedimenti per la prospezione, ricerca ed estrazione di petrolio
bloccati nel giugno di due anni fa dal decreto legge n. 128/2010, il
cosiddetto “correttivo ambientale”, approvato all'indomani
dell'incidente della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del
Messico. “Grazie al via libera del governo nazionale per le richieste
avanzate prima del 2010, le compagnie petrolifere si stanno affrettando a
chiedere al Ministero dell’Ambiente permessi per cercare petrolio
pericolosamente vicine alla costa e alle aree protette” ha spiegato
Giorgia Monti, che ha rivolto un appello alla Regione Sicilia chiedendo
“di mantenere le promesse fatte, e non lasciare nuovamente sole le
associazioni locali in questa battaglia”.
Ma non solo. Il Governo Monti ha dato il via a progetti di
trivellazioni al largo delle nostre coste: dall’autorizzazione della
piattaforma Ombrina Mare in Abruzzo all’esclusione di VIA ottenuta da
ENI per i progetti nel Golfo di Taranto e a queste nuove richieste nel
Canale di Sicilia.
In questo caso, la Northern Petroleum lo scorso 27 febbraio 2013 ha
inviato al Comune di Sciacca l’integrazione allo Studio di Impatto
Ambientale presentato il 30 novembre 2011 per i permessi d29 G.R. NP e
d30 G.R. NP, per ampliare l’area delle ricerche petrolifere. Tale
integrazione però non riguarda solo l'estensione della suddetta area ma
anche la richiesta di riattivare il parere positivo alla VIA per l’area
limitrofa d347 C.R.NP, dove si potrebbero iniziare le ricerche
petrolifere immediatamente senza aspettare nuova procedura di VIA.
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