" . . . “Non vi propongo un patto istituzionale, ma più semplicemente un metodo di lavoro. Vogliamo che il 2014 segni l'investimento più significativo mai fatto da un Governo centrale sull'edilizia scolastica. Stiamo lavorando per affrontare le assurde ricadute del patto di stabilità interno”.
Così il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, in una lettera inviata ai sindaci che rappresenta uno dei primi passi per l'avvio del piano straordinario per l'edilizia scolastica annunciato dal neopremier nel suo discorso programmatico al Senato.
Invio entro 15 giorni di una nota sintetica
Nella lettera Renzi chiede a ogni primo cittadino “di scegliere all'interno del vostro Comune un edificio scolastico. Di inviarci entro il 15 marzo una nota molto sintetica sullo stato dell'arte. Non vi chiediamo progetti esecutivi o dettagliati: ci occorre – per il momento – l'indicazione della scuola, il valore dell'intervento, le modalità di finanziamento che avete previsto, la tempistica di realizzazione”.
Il Governo cercherà, nei successivi quindici giorni, “di individuare le strade per semplificare le procedure di gara, che come sapete sono spesso causa di lunghe attese burocratiche, e per liberare fondi dal computo del patto di stabilità interna. Ma è fondamentale che nel giro di poche ore arrivino da voi – all'email sindaci@governo.it che abbiamo appositamente aperto – una sintetica nota sull'individuazione di un edificio scolastico – uno – che riteniate la priorità del Vostro comune”, conclude la missiva del presidente del Consiglio.
I progetti ci sono, mancano le risorse e le semplificazioni procedurali
Renzi è consapevole che a mancare non sono i progetti, ma le risorse e le procedure semplificate.“I progetti immediatamente operativi per la messa in sicurezza delle scuole di Province e Comuni ci sono già, e sono quelli presentati dalle amministrazioni per accedere ai 150 milioni di euro messi a disposizione dal Decreto del Fare”, ha evidenziato in una lettera al premier il presidente dell'Unione Province d'Italia, Antonio Saitta. “I progetti già presentati, e non finanziati perché le risorse a disposizione erano scarsissime, hanno il vantaggio di essere immediatamente cantierabili, quindi ci permettono di fare partire da subito il piano per l'edilizia scolastica che è stato, con nostro pieno apprezzamento, annunciato come priorità dal Governo. Noi stimiamo – ha aggiunto Saitta - che si tratti di investimenti per almeno 1 miliardo, tutti mirati a garantire la salute di studenti e lavoratori, a partire dagli interventi di bonifica dell'amianto. I progetti sono stati presentati alle Regioni, che hanno stilato graduatorie puntuali. Sarebbe un segnale molto importante se, invece di perdere tempo prezioso ricominciando di nuovo con procedure burocratiche, per una volta si partisse da quello che c'è già”.
Lupi: task force tra Mit e Miur
Per evitare ritardi e ostacoli burocratici all'attuazione del piano straordinario per l'edilizia scolastica, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha parlato, in un'intervista a Il Messaggero , della “creazione di una task force tra ministero delle Infrastrutture e quello della Pubblica istruzione per spendere nel modo più rapido i soldi a disposizione. Penso ad un commissario straordinario che coordini gli interventi nelle scuole in accordo con le amministrazioni locali, in modo da rispettare una tabella di marcia precisa”.
Poteri derogatori ai sindaci con deroghe al Codice Appalti
Ricordiamo che con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm), sono stati stabiliti i poteri derogatori – LEGGI TUTTO - da attribuire ai sindaci e ai presidenti delle province interessati dagli interventi di cui al decreto del Miur 5 novembre 2013, che ha assegnato i 150 milioni di euro, ripartiti tra le regioni dalla tabella 1 allegata al decreto del Fare (DL n. 69/2013), agli enti locali in base alle graduatorie approvate dalla regioni. L'articolo 18, comma 8-ter del decreto Fare prevede l'attribuzione di poteri derogatori, fino al 31 dicembre 2014, ai sindaci e ai presidenti delle province che operano in qualità di commissari governativi, in modo da poter rispettare i tempi di affidamento dei lavori entro il 28 febbraio 2014, pena la revoca dei finanziamenti.
Per attuare gli interventi urgenti in materia di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, sindaci e presidenti di provincia sono autorizzati a derogare a una serie di disposizioni contenute nel Codice Appalti (D.Lgs. n. 163/2006), nel relativo regolamento attuativo (DPR 207/2010), nella legge n. 241/1990 e nel DPR n. 380/2001. . . . "

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