Il procedimento per ottenere i vini passiti risale alla notte dei tempi e non si può escludere che la prima fermentazione alcolica osservata dall’uomo sia partita da uva passa reidratata in acqua. I vini passiti sono prodotti utilizzando le stesse tecniche di vinificazione impiegate per i vini normali, con la sola differenza che le uve, prima di essere vinificate , vengono sottoposte ad un periodo piu’ o meno lungo di appassimento, per avere una riduzione dell’acqua contenuta nell’acino ed un conseguente aumento della concentrazione zuccherina.
Non bisogna dimenticare che assieme all’aumento della concentrazione zuccherina c’è anche un aumento di acidi organici , sali minerali e profumi. L’appassimento si può effettuare sulla pianta tramite vendemmia tardiva , torsione del peducolo, attacco della muffa nobile oppure si può ottenere il passito vendemmiando le uve e lasciandole appese o stese all'aperto o su graticci in appositi ambienti termocondizionati per periodi più o meno lunghi.
L’Italia ha una vasta tradizione di vini passiti: Vinsanto Sciachetrà, Moscato di Trani, Passito di Pantelleria, Sforzato di Valtellina, Amarone della Valpolicella, Erbaluce di Caluso, Albana , e sicuramente ne ho dimenticati altri che i garagisti mi ricorderanno prontamente.
Ma veniamo ai vini di Antonio Gabriele: lo Zibibbo (secco) ed il Passito.
Alcol distillazione
Zibibbo: 13.64%
Passito: 13.76%
Zuccheri
Zibibbo: 0,38%
Passito: 8,82 %
Alcol complessivo
Zibibbo: 13,86%
Passito: 19,05%
pH
Zibibbo: 3,66
Passito: 3,90
Acidità totale
Zibibbo: 5,10 g/l
Passito: 5,40 g/l
Acidità volatile
Zibibbo: 0,48 g/l
Passito: 0,50 g/l
Anidride solforosa totale
Zibibbo: 36 mg/l
Passito: 52 mg/l
Anidride solforosa libera Zero per entrambi
Parliamo prima dello Zibibbo. Si presenta di un giallo paglierino intenso, tendente all’ambra, con leggeri riflessi metalici, forse causati dalla luce. Di che cosa deve sapere di Zibibbo? Di zibibbo che domande.
Battute a parte la frutta del corredo olfattivo è totalmente caramellata senza essere ossidata , rotonda ed equilibrata. In bocca lascia una piacevolezza di menta che rimane a lungo , complice forse l’elevata gradazione alcolica. Se proprio proprio proprio devo trovare un difetto a questo vino, avrei aumentato la sosta sulle bucce, così per aumentare la componente dell’estratto e per bilanciare meglio la sensazione alcolica.
Il passito invece a primo naso si presenta chiuso ed ha bisogno di un filo di aria in piu’ per aprire al meglio la componente olfattiva. In tutti i casi fornitogli quel filo di aria che necessita, si presenta vivace al gusto e non stucchevole; si presenta anche una bella nota di salvia al primo naso, per continuare con una bella menta persistente. Vivace appunto senza essere pungente . Un vino equlibrato in tutte le sue componenti.
Bene tre bottiglie e tre bottiglie per me al #GWC grazie. . . . "
di Claudia Donegaglia
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