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25/02/14

IL MARE CONTINUA A RACCONTARE: ASCOLTALO


“Il mare continua a raccontare: ascoltalo” è un progetto educativo presentato, presso l’Arsenale della Marina Reggia di Palermo, una delle sedi della soprintendenza del mare che ospiterà l’iniziativa.
“Questa campagna – dichiara Alessandra De Caro dirigente regionale – si svolgerà in collaborazione con il Comune di Palermo ed il WWF ed è rivolto alle scuole siciliane, nel promuovere e ricostruire un forte legame con il mare, attraverso una campagna di sensibilizzazione degli studenti volta a migliorare la loro conoscenza verso tutte le risorse ad esso legate”.
Gli incontri si svolgeranno presso le scuole partecipanti e nei saloni dell’Arsenale, fino al mese di maggio 2014, al momento hanno aderito 14 scuole della città per un totale di 920 alunni.
“Vogliamo far conoscere – dichiara il soprintendente del mare Sebastiano Tusa – tutte quelle tecnologie innovative, che oggi sono un valido aiuto per una politica attiva, di tutela e recupero del nostro patrimonio archeologico subacqueo. Bisogna saper spiegare, ai bambini, l’importanza, anche di un singolo frammento di ceramica, come possa custodire importanti e impensabili considerazioni tecnico scientifico, per la ricerca degli studiosi”.
Il progetto, è stato inserito nel Piano dell’Offerta Formativa del Comune di Palermo per l’anno scolastico 2013/2014. “Un mare – dichiara l’assessore comunale Barbara Evola – anche teatro di tragedie come tristemente riportate dalla recente cronaca, ma è anche un mare che conserva una memoria antica, elemento fondamentale per ripartire con una giusta programmazione a lungo termine, che non deve esaurirsi con la fine del progetto. Un mare che deve essere ricordato, partendo proprio nelle scuole ed in particolare nelle scuole dell’infanzia, non soltanto nel periodo balneare ma interagire costantemente nel tempo”.
Il progetto, che punta tutto sull’azione di recupero, intende valorizzare la costa ed il rapporto tra gli abitanti ed il mare, lo stesso, che molto spesso si trova anche a cento metri da una scuola, ma senza che nessuno degli alunni ne senta la reale presenza. Conoscerlo significa aumentarne il rispetto, sapere che se ancora esistono delle vere e proprie nurserie naturali, dove la fauna si va a ripopolare come ad esempio il pesce azzurro o le tartarughe, significa che ancora abbiamo una grande opportunità per un’azione di valorizzazione della nostra costa, intervenendo anche su programmazioni ecosostenibile, come ad esempio regolamentare il forte flusso dei trasferimenti merci, destinato a triplicarsi nell’immediato futuro.
“Le classi coinvolte, realizzeranno dei pannelli didattici – dichiara Pietro Ciulla del WWF – dove spiegheranno, che anche un semplice involucro di plastica come quello di una merendina, possa creare stati di soffocamento nelle tartarughe che circolano ancora nelle nostre coste.
Infatti, abbiamo nel nostro centro di accoglienza di Pantelleria, numerosi esemplari, fortunatamente salvati, perché avevano ingerito della plastica. Inoltre è importante coinvolgere il territorio, perché grazie anche alla disponibilità dei pescatori, siamo riusciti a monitorare alcune zone del lungomare palermitano, dove le tartarughe caretta caretta, sono venute a deporre le loro uova”.
Singolare sarà la dimostrazione di come avviene un rilievo di un sito archeologico subacqueo,e degli strumenti utilizzati e le attrezzature dei sub, poiché per ovvi motivi non sarà possibile fare immergere i bambini sott’acqua, sarà ricreato a “secco” una simulazione di una piccora area con cocci e reperti archeologici.

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