ROMA (ITALPRESS)
– Esce in libreria “Elettroshock sono ancora vivo – E la chiamano
depressione”: un libro toccante, una dolorosa esperienza personale
raccontata da un figlio e un padre, Ignazio e Italo Cucci. Una volta si
chiamava esaurimento nervoso e nelle famiglie se ne parlava con disagio;
se ne affidava la guarigione – semmai potesse arrivare – al tempo e a
palliativi di varia natura. Poi venne la stagione del male oscuro,
spesso altrettanto inconfessabile. E ancora la depressione, diffusissimo
contenitore di varie patologie spesso gravi, per molti “misteriose”,
affidate alle cure di Psicologi, Psicanalisti e Psichiatri. Ignazio
Cucci, una volta rivelata la sua condizione di “depresso”, è passato
attraverso l’inferno della PSI finchè ha
incontrato chi ha trovato la cura più utile per restituirgli, se non la
salute totale, un dignitoso e confortante livello esistenziale. Da una
parte farmaci ad hoc, dall’altra un coraggioso intervento suggerito ed
eseguito dal professor Giovanni Battista Cassano dell’Università di
Pisa, Psichiatra di fama mondiale, massimo sostenitore della terapia
elettro-convulsivante, altrimenti detta elettroshock, avversata dai più
in quanto causa di danni cerebrali come la perdita della memoria.
Ecco perché, una volta sottopostosi alla terapia e uscitone con un vistoso miglioramento della propria condizione fisica e psichica, Ignazio e suo padre Italo hanno iniziato un lungo viaggio nella memoria, per constatarne la permanente esistenza. E quando un giorno Ignazio ha ricordato nei dettagli la sua prima partitella di calcio, a otto anni, figlio e padre hanno deciso di scrivere tutto di quella dolorosissima esperienza, per darsi un aiuto ulteriore ed estenderne il beneficio ai tanti – in particolare centinaia di migliaia di giovani – che ancora soffrono di depressione convinti che sia un male incurabile.
Ignazio Cucci (Bologna, 1981), trasferitosi a Roma, ha ottenuto il diploma di Maturità Classica presso l’Istituto San Giuseppe Calasanzio. Si è laureato in Scienze Giuridiche, Economiche e Manageriali dello Sport presso l’Università di Teramo/Atri. Oggi vive a Pantelleria, dove svolge attività di bibliotecario presso il Centro Culturale Giamporcaro. Italo Cucci (Sassocorvaro, 1939) è stato direttore del Guerin Sportivo (per tre periodi diversi, rinnovandolo totalmente nel 1975), del Corriere dello Sport-Stadio (ancora tre volte), del Quotidiano Nazionale, del settimanale Autosprint e del mensile Master. È direttore editoriale dell’agenzia di stampa Italpress, editorialista della Gazzetta di Parma, di Avvenire e del Corriere di Bologna. Ha insegnato giornalismo alla LUISS di Roma e Sociologia della comunicazione sportiva alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo.
(ITALPRESS).
Ecco perché, una volta sottopostosi alla terapia e uscitone con un vistoso miglioramento della propria condizione fisica e psichica, Ignazio e suo padre Italo hanno iniziato un lungo viaggio nella memoria, per constatarne la permanente esistenza. E quando un giorno Ignazio ha ricordato nei dettagli la sua prima partitella di calcio, a otto anni, figlio e padre hanno deciso di scrivere tutto di quella dolorosissima esperienza, per darsi un aiuto ulteriore ed estenderne il beneficio ai tanti – in particolare centinaia di migliaia di giovani – che ancora soffrono di depressione convinti che sia un male incurabile.
Ignazio Cucci (Bologna, 1981), trasferitosi a Roma, ha ottenuto il diploma di Maturità Classica presso l’Istituto San Giuseppe Calasanzio. Si è laureato in Scienze Giuridiche, Economiche e Manageriali dello Sport presso l’Università di Teramo/Atri. Oggi vive a Pantelleria, dove svolge attività di bibliotecario presso il Centro Culturale Giamporcaro. Italo Cucci (Sassocorvaro, 1939) è stato direttore del Guerin Sportivo (per tre periodi diversi, rinnovandolo totalmente nel 1975), del Corriere dello Sport-Stadio (ancora tre volte), del Quotidiano Nazionale, del settimanale Autosprint e del mensile Master. È direttore editoriale dell’agenzia di stampa Italpress, editorialista della Gazzetta di Parma, di Avvenire e del Corriere di Bologna. Ha insegnato giornalismo alla LUISS di Roma e Sociologia della comunicazione sportiva alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo.
(ITALPRESS).
Nessun commento:
Posta un commento