A Pantelleria non si può nascere, lo stabilisce il decreto Balduzzi
Con l'applicazione della nuova normativa il punto nascite della piccola isola è stato chiuso nonostante i dubbi sollevati ormai da tempo sull'opportunità (e i rischi) di questa scelta. Intanto le donne continuano a partorire molto lontane da casa
Il decreto Balduzzi in materia di sanità, convertito
ufficialmente in legge all’inizio dello scorso mese di novembre, è stato
al centro delle cronache autunnali per diversi motivi, dalla
regolamentazione dell’uso delle cellule staminali a quella del contenuto minimo di frutta in bibite e succhi.
Altri punti sono passati senza sollevare altrettanto clamore, eppure
gli effetti della loro applicazione stanno già influenzando
significativamente la vita dei cittadini italiani.
Cittadini come Laura, Jasmine e Celeste, tutte e 3
nate nell’appena trascorso mese di maggio e già direttamente interessate
dagli effetti della crisi che attraversa l’Italia dalle Alpi alla
Sicilia. Le tre piccole, infatti, sono residenti a Pantelleria,
ma sono state costrette a nascere a Trapani o a Palermo proprio a causa
del decreto Balduzzi, che ha imposto la chiusura dei punti nascita
nelle strutture con meno di 500 nascite all’anno.
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