Canederli sì, ma all’albicocca
La distinzione tra salato e dolce, nella nostra cucina, soprattutto
quella popolare o di origine contadina è labile. Non nel senso del
gusto (salato è ovviamente ben distinto dal dolce), ma nel senso che
alcune preparazioni possono essere declinate in entrambi i modi.
I canederli «salati» sono grossi gnocchi o se preferite polpette di
pane raffermo. Quelli dolci hanno la stessa forma ma sono fatti di un
impasto di patate e farina (proprio come gli gnocchi) burro e uova cui
sia aggiungono le albicocche. In ogni canederlo se ne mette una
snocciolata, poi il tutto si fa bollire e passare nel pan grattato e
nello zucchero. Per quanto riguarda l’albicocca c’è da ricordare che
questo frutto, esistente in Italia già dai tempi dei romani, è stato
battezzato dagli arabi infatti albicocca sta per al-barquq,
che peraltro rimanda al latino «praecoquus», ossia precoce. Da questo
termine deriva anche percoca, che è però una pesca. Insomma un
polpettone linguistico: d’altronde i canederli non sembrano polpette?

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