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01/03/13

PANTELLERIA E IL SUO PASSITO ISPIRANO LA NUOVA CUCINA SICILIANA

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Oggi vorrei regalarvi un'intuizione che ho avuto proprio ieri sera. Questo piatto l'ho chiamato "Mare Nostrum".
Gamberoni fiammeggiati al passito di Pantelleria su macco di fave cottoie modicane, con pelati di pomodoro, carpaccio di tartufi neri dell'etna e ramoscelli di finocchietto selvatico.

Prendiamo mezzo chilo di fave cottoie modicane e mettiamole a mollo per almeno 8 ore, senza bicarbonato.
Quando le fave saranno ben ammollate, scoliamole e rosoliamole assieme a del cipollotto fresco e all'olio di oliva.
Aggiungiamo sale e pepe nero quanto basta e un po' d'acqua, lasciamo cuocere per una ventina di minuti o anche trenta, finché non si saranno ridotte in purea.
Sgusciamo 5 gamberoni freschissimi, privandoli della testa (senza buttarla), delle interiora che si trovano sulla schiena, ma lasciamo attaccata la coda.
Scaldiamo in padella una noce di burro e un filo d'olio (importante, perché permetterà al burro di non bruciarsi) e rosoliamo gamberoni, teste e uno spicchio d'aglio in camicia.
Fiammeggiamo con un bel bicchiere di passito di Pantelleria, saliamo, pepiamo e facciamo restringere la sardina a fiamma alta.
Prendiamo un piatto rettangolare e nappiamolo con il macco tiepido, dandole la forma che preferiamo (io ho usato uno stile allungato, usando un contenitore per semifreddi).
Adagiamo a fantasia sul macco i gamberoni con le teste e completiamo con del tartufo nero affettato (se non lo trovate, potete anche utilizzare un'olio aromatizzato al tartufo), petali di pomodoro, e ciuffetti di finocchietto selvatico, un filo d'olio e godetedelle sapore del mare di Sicilia, della terra e dell'isola di Pantelleria.
Luca Giannon

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