PANTELLERIA: MANIFESTAZIONE SENZA PRECEDENTI CONTRO LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA

Gli
echi ancora aleggiano nitidi e stentorei nel tratto di volta celeste
che abbraccia Roma, Palermo e Pantelleria: sono trascorsi nove giorni
dalla incredibile manifestazione e, vuoi per l'importanza che si è
sentita concordemente vuoi per il tema che l'ha resa concreta, essa è
come un momento storico per la collettività pantesca.
Un piccolo
gruppo di panteschi emigrati, Anna Silvia, Caterina D'Ancona, Gianni
Bernardo, Massimo Bonì, Marina Cozzo e Nicola Ferreri, mette in scena
uno spettacolo senza precedenti: organizzare in contemporanea ben tre
manifestazioni, svoltesi all'unisono in località così distanti tra loro,
il giorno 18.02.2013 alle 11,00; ma la volontà, il senso dell'onore e
l'orgoglio della propria natalità-origine non vedono difficoltà o
confini geografici e portano avanti il baluardo del natalità pantesca.
Infatti, lo scopo di una simile colossale manovra strategica era di
portare all'orecchio di tutta Italia, ma sopratutto del Ministero della
Salute (in Roma) e della Regione Sicilia lo sconcertante problema
cagionato dal decreto Balduzzi che vuole la chiusura del punto nascite
nelle isole minori, con i gravissimi disagi che essa porta già dal mese
di dicembre, costringendo ad una partenza programmata di dieci giorni
prima dal termine del tempo gestazionale per recarsi nella lontana
Palermo, per mezzo di un elicottero.
Innanzitutto, la sicurezza
della gestante e del nascituro sono messi seriamente a repentaglio, a
causa di un viaggio simile, in condizioni meteorologiche spessissimo
avverse. Come fare a programmare un parto? I tempi? Le modalità?
Ciascuno ha un suo percorso e un suo “programma” stabilito
essenzialmente dalla natura e dal caso. E allora con una decisione sì
stolta e avventata vale assumersi una simile responsabilità non solo
morale ma anche penale, se le cose non andassero come auspicate?
Spiegava il Prof. Benito Nagar, ginecologo-neonatolo, che “una volta che
il bambino si incanala per venire alla luce ha 4 minuti di tempo per
vivere, sopravvivere con gravissimi handicap celebrali o morire...”.
In secondo luogo il disagio psicologico, sia del viaggio in sé in
quelle condizioni, sia dell'allontanamento “coattivo”, lasciando magari
altri figli, stando lontani dall'importantissimo aiuto dei propri
congiunti e familiari, specie i primissimi giorni dal parto.
Terzo, sacrificio economico.
Quarto, ma non ultimo, il ceppo pantesco si estinguerà inesorabilmente.
Tutto questo per i tagli alla salute, decisi e consacrati dal ridetto
decreto, senza però considerare che il solo viaggio d'andata in
elisoccorso costerà circa 7.500 Euro (quindi, il percorso del mezzo
Palermo-Pantelleria e Pantelleria-Palermo, con gestante a bordo, è pari a
16,000 euro!!)
Risposte, nonostante le sollecitazioni da parte
delle delegazioni romane e palermitane, ancora non se ne hanno e si è
creata non poca confusione tra le dichiarazioni dell'assessore alla Reg.
Sicilia Dott.ssa Borsellino e i referenti del Ministero, che tuttavia
hanno preso finalmente in considerazione una questione così delicata
forse proprio grazie a quel gruppetto di panteschi emigrati, al pullman
di isolani che vivono nel Sud dell'Agro pontino, al Pres. Del Consiglio
comunale di Pantelleria Giuseppe Spata e ai turisti, che hanno casa e
cuore sulla Perla Nera del Mediterraneo.
M.C.
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