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27/02/13

PANTELLERIA: MANIFESTAZIONE SENZA PRECEDENTI CONTRO LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA

Gli echi ancora aleggiano nitidi e stentorei nel tratto di volta celeste che abbraccia Roma, Palermo e Pantelleria: sono trascorsi nove giorni dalla incredibile manifestazione e, vuoi per l'importanza che si è sentita concordemente vuoi per il tema che l'ha resa concreta, essa è come un momento storico per la collettività pantesca.
Un piccolo gruppo di panteschi emigrati, Anna Silvia, Caterina D'Ancona, Gianni Bernardo, Massimo Bonì, Marina Cozzo e Nicola Ferreri, mette in scena uno spettacolo senza precedenti: organizzare in contemporanea ben tre manifestazioni, svoltesi all'unisono in località così distanti tra loro, il giorno 18.02.2013 alle 11,00; ma la volontà, il senso dell'onore e l'orgoglio della propria natalità-origine non vedono difficoltà o confini geografici e portano avanti il baluardo del natalità pantesca.
Infatti, lo scopo di una simile colossale manovra strategica era di portare all'orecchio di tutta Italia, ma sopratutto del Ministero della Salute (in Roma) e della Regione Sicilia lo sconcertante problema cagionato dal decreto Balduzzi che vuole la chiusura del punto nascite nelle isole minori, con i gravissimi disagi che essa porta già dal mese di dicembre, costringendo ad una partenza programmata di dieci giorni prima dal termine del tempo gestazionale per recarsi nella lontana Palermo, per mezzo di un elicottero.
Innanzitutto, la sicurezza della gestante e del nascituro sono messi seriamente a repentaglio, a causa di un viaggio simile, in condizioni meteorologiche spessissimo avverse. Come fare a programmare un parto? I tempi? Le modalità? Ciascuno ha un suo percorso e un suo “programma” stabilito essenzialmente dalla natura e dal caso. E allora con una decisione sì stolta e avventata vale assumersi una simile responsabilità non solo morale ma anche penale, se le cose non andassero come auspicate? Spiegava il Prof. Benito Nagar, ginecologo-neonatolo, che “una volta che il bambino si incanala per venire alla luce ha 4 minuti di tempo per vivere, sopravvivere con gravissimi handicap celebrali o morire...”.
In secondo luogo il disagio psicologico, sia del viaggio in sé in quelle condizioni, sia dell'allontanamento “coattivo”, lasciando magari altri figli, stando lontani dall'importantissimo aiuto dei propri congiunti e familiari, specie i primissimi giorni dal parto.
Terzo, sacrificio economico.
Quarto, ma non ultimo, il ceppo pantesco si estinguerà inesorabilmente.
Tutto questo per i tagli alla salute, decisi e consacrati dal ridetto decreto, senza però considerare che il solo viaggio d'andata in elisoccorso costerà circa 7.500 Euro (quindi, il percorso del mezzo Palermo-Pantelleria e Pantelleria-Palermo, con gestante a bordo, è pari a 16,000 euro!!)
Risposte, nonostante le sollecitazioni da parte delle delegazioni romane e palermitane, ancora non se ne hanno e si è creata non poca confusione tra le dichiarazioni dell'assessore alla Reg. Sicilia Dott.ssa Borsellino e i referenti del Ministero, che tuttavia hanno preso finalmente in considerazione una questione così delicata forse proprio grazie a quel gruppetto di panteschi emigrati, al pullman di isolani che vivono nel Sud dell'Agro pontino, al Pres. Del Consiglio comunale di Pantelleria Giuseppe Spata e ai turisti, che hanno casa e cuore sulla Perla Nera del Mediterraneo.
M.C.

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