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18/10/12

PANTELLERIA: IL MISTERO DELLO SCAFISTA-SALVATORE TAREK BENIATOU

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SCAFISTA O “SALVATORE”? Cinque anni di carcere e 180 mila euro di multa è la pena invocata dal Pm della Procura di Marsala Francesca Rago per il 58enne franco-tunisino Tarek Beniatou, che il 6 maggio 2011 è stato arrestato, al largo di Pantelleria, dopo avere sbarcato nel porto di Scauri una decina di migranti. A chiedere l’assoluzione, invece è stato stato l’avv. Paolo Paladino, che ritiene che in realtà il suo assistito abbia salvato “quei disperati che rischiavano di annegare”. Beniatou è un piccolo imprenditore parigino d’adozione, emigrato da piccolo in Francia dalla Tunisia. Fu arrestato subito dopo aver accomapgnato i migranti a Pantelleria. “Ma è stato tutto un equivoco” dichiara. «Quei dieci migranti - spiega il franco-tunisino - erano alla deriva su un barcone, io con il mio gommone ero diretto da Hammamet a Marsala». “Il mio assistito - spiega Paladino - non è uno scafista, anche perchè non si è maif visto uno scafista dotato di gommone con tanto di targa, assicurazione, tassa di registro regolarmente pagata, pilota con patente nautica....” Eppure Beniatou è finito in carcere perché, dopo avere imbarcato i clandestini, non ha avvertito, telefonicamente o via radio, le autorità che stava arrivando con quel carico umano. Quasi tutti i migranti sbarcati, tranne uno, hanno confermato la versione dell’imprenditore. La sentenza dovrebbe essere emessa il 19 novembre.



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