GEOGRAFIA GIUDIZIARIA
"Tribunalini", il Cdm vara il taglio ma salva gli uffici in zone mafiose
(Guida al Diritto)21 agosto 2012
Arriva il via libera definitivo del Governo alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. L’esecutivo nel Consiglio dei ministri n. 42 del 10 agosto scorso, “tenuto conto dei pareri delle Commissioni giustizia di Camera e Senato nonché di quello del Csm”, ha licenziato il testo finale del decreto, in attuazione della delega conferita con la legge di stabilità (la n. 148/2011 varata del precedente governo). Soppresse, dunque, le 220 sedi distaccate, 31 tribunali e 31 procure, 667 uffici del giudice di Pace, salvi solo i presidi antimafia.
Il nuovo panorama dei tribunaliLa versione definitiva del decreto prevede:
Il nuovo panorama dei tribunaliLa versione definitiva del decreto prevede:
1) la soppressione di tutte le 220 sedi distaccate di tribunale, confermando così l’iniziale previsione;
2) la riduzione e l’accorpamento di 31 tribunali e di 31 procure. Rispetto allo schema di decreto, il Governo ha deciso di mantenere i presidi giudiziari nelle aree ad alta infiltrazione di criminalità organizzata (Caltagirone e Sciacca in Sicilia; Castrovillari cui sarà accorpato il tribunale di Rossano, Lamezia Terme e Paola in Calabria; Cassino cui sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta nel Lazio) e di dotare di un Ufficio di Procura anche il Tribunale di Napoli nord;
3) la soppressione di 667 uffici di giudici di pace, mantenendo - rispetto alla previsione iniziale - un giudice di prossimità in sette isole (Ischia, Capri, Lipari, Elba, La Maddalena, Procida, Pantelleria) in modo da consentire anche l'eventuale deposito di atti urgenti in casi di irraggiungibilità della terraferma;
4) la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, per i quali non sono previsti né esuberi né messa in mobilità.
Salvati i presidi nelle zone ad alta intensità mafiosa
Per il ministro della Giustizia Paola Severino rispetto ai pareri resi dal Csm e dalle Commissioni parlamentari, che in alcuni passaggi registravano “posizioni diversificate”, si è ritenuto di accogliere l’indicazione comune e cioè la richiesta di mantenere “un forte presidio giudiziario nei territori caratterizzati da una significativa presenza della criminalità organizzata”.
In tal modo si è voluto scongiurare il rischio paventato durante le audizioni parlamentari dei procuratori distrettuali, ed emergente anche dalle indicazioni espresse dal Csm, che la soppressione di tribunali in quelle aree potesse comportare rischi sul fronte della lotta alle mafie.
“Un terreno questo - ha sottolineato il Ministro Severino - su cui il Governo non intende in alcun modo arretrare, neanche sul piano simbolico. Per queste ragioni, sono state espunte, dall’iniziale elenco di 37 tribunali e relative procure, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata, con l’accorpamento, ove possibile, di tribunali e/o sezioni distaccate, caratterizzate da una criminalità mafiosa omogenea, dalla contiguità territoriale e dalla comunicazione tra i territori”.
“Un terreno questo - ha sottolineato il Ministro Severino - su cui il Governo non intende in alcun modo arretrare, neanche sul piano simbolico. Per queste ragioni, sono state espunte, dall’iniziale elenco di 37 tribunali e relative procure, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata, con l’accorpamento, ove possibile, di tribunali e/o sezioni distaccate, caratterizzate da una criminalità mafiosa omogenea, dalla contiguità territoriale e dalla comunicazione tra i territori”.
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